Tornitura legno

il sito per imparare a tornire e migliorare con trucchi e suggerimenti forniti da Guido Masoero in ricordo di Norbert Facchin 

 

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Quali utensili?

Innanzi tutto chiariamo bene una cosa : le sgorbie e gli scalpelli per scultura e intaglio NON vanno bene per tornire il legno, anzi possono essere pericolosi per la vostra incolumità e per chi vi sta attorno.

Scalpeli da falegname
scalpelli da falegname

Sgorbia per tornitura

Sgorbia per tornitura

 

Utensili per tornire

Gli  utensili  veramente  indispensabili  sono    molto    pochi.

E  si  devono comprare o fare  solo  dopo aver  capito  l'uso  e  sentirne   la   necessità.

 

Sgorbie a sgrossare

 

 

 

Si appoggia in alto in modo che la parte tonda posteriore tocchi sul pezzo irregolare e si abbassa lentamente tirandola indietro, sino a che comincia a tagliare, poi si sposta di lato sino a che si arriva sul bordo del pezzo e si torna indietro.

Quando non si sentono più vibrazioni il pezzo è cilindrico.

Io per pezzi piccoli tipo penne, uso una vecchia sgorbia da falegname con manico nuovo, rifatto lungo 33 cm.

Il manico degli utensili per tornitura deve essere lungo da 25 a 40 cm.

  Sgorbie a profilare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si appoggia sul portautensili quasi orizzontale e in  modo che la parte tagliente sia rivolta verso il mandrino  o  la  contropunta,  poi  si  ruota  lentamente  sino  a  che  il  tagliente  tocchi  il  legno. Ho comprato solo recentemente 1 sgorbia da 10mm  e una da sei mm, per fare gole strette.

 

 

 

Sgorbie a scavare

 

 

 

 

E la sgorbia che si usa di più, ed e anche la sola che ho avuto nei primi 4 mesi di tornitura.

Tipo  scadente  che  mi  avevano  regalato  con  il  tornio.  Si  usa  in  genere  per  fare  l'interno  dei piatti,  ma  fare    il    

fondo  in  piano  è      molto  difficile,  preferisco     altri  attrezzi. é anche quella che tutti usano per piantare e far  volare il pezzo in aria.

 

 

 

 

Con questi 4 utensili fate il 90% dei lavori di tornitura.

NOTA le foto delle sgorbie sono prese dal sito di Claude la Truciolara.

 

Punta lunga o fioretto per fare fori lunghi su Portalampade o pifferi.

 

 

Si usa inserita dentro la contropunta senza la punta centrale.

 

 

 

 

 

   
Infatti le sgorbie per tornitura hanno uno spessore dell' acciaio maggiore ed una affilatura da 60° a 75°   mentre le sgorbie e gli scalpelli per scultura hanno affilatura da 25° a 20° o anche 15° a seconda del tipo di legno che si dovrà scolpire.

Anche il manico è differente, la lunghezza è molto maggiore ed ha una forma ergonomica adatta ad essere impugnata e non percossa. Sgorbia per tornitura
La lunghezza del manico è variabile a seconda dell'uso a cui è destinata la sgorbia :

·               La sgorbia per tornitura per esterni ha un manico di circa 200 mm e viene impugnata in fondo e tenuta aderente al tronco del corpo ( più o meno all'altezza della vita), solo la sgorbia per sgrossatura di grandi dimensioni ha un manico di oltre 300 mm.

·               La sgorbia per interni ha invece una lunghezza del manico di almeno 300 mm , perchè dovendo lavorare frontalmente la sgorbia lavoreràSgorbia per scavo interno

·               obbligatoriamente lontano dal corpo, quindi tutto lo sforzo dovrà essere sostenuto dal braccio aperto e quindi necessita di una maggiore leva sia per contenere gli sforzi che per facilitarne le manovra.

Comunque anche le abitudini e le scelte dei produttori delgli utensili possono influire su queste misure aumentando le dimensioni , magari anche solo per unificare la produzione dei manici.

Gli utensili da tornitura.

Ovviamente, un tornio è indispensabile per tornire il legno, ma altrettanto indispensabili sono gli utensili utilizzati nella lavorazione. Essi devono essere in acciaio duro, in modo da mantenere l’affilatura molto a lungo, ma vista l’entità delle forze in gioco, non devono essere talmente duri da rompersi sotto sforzo. Attualmente la quasi totalità degli utensili in commercio sono prodotto con acciaio ultrarapido (HSS o High Speed Steel) per le sue doti di durezza ed elasticità; di recente sono anche commercializzati degli utensili in acciaio trattato criogenicamente, o acciaio A2, che promette di mantenere il filo molto più a lungo.
Storicamente, la realizzazione di utensili di alta qualità è basata sulle aree metallurgiche dell’Inghilterra; principalmente nell’area di Sheffield, per via della lunga e storica tradizione di produzione di acciai di qualità. Tuttavia, ciò non significa necessariamente che gli utensili prodotti altrove non siano altrettanto validi.
Come vedremo, esistono diverse tipologie di utensili per tornio ed ognuna ha le sue caratteristiche ed impieghi comuni. Non solo, ma ognuna viene affilata in modo diverso dalle altre. Parlando di affilatura, generalmente, gli utensili per la lavorazione del legno (dagli scalpelli, ai ferri di pialla, alle sgorbie per scultura) hanno una affilatura molto precisa, a specchio, ottenuta con un buon apporto di “olio di gomito” da parte dell’operatore. Tuttavia, questo non è strettamente necessario per gli utensili da tornitura a causa dell’utilizzo intensivo degli stessi: una sgorbia da sgrosso taglierà in pochi minuti di tornitura, più legno di quanto una pialla faccia in diverse ore di utilizzo. Per questo, non è necessario un accanimento maniacale sulla qualità del filo. Tuttavia, è utile passare il tagliente degli utensili su una mola in feltro carica di abrasivo per rimuovere le striature della mola: questo produrrà un filo più continuo, prolungandone la durata nell’uso. Inoltre, un filo più uniforme può essere facilmente e velocemente ravvivato con l’uso di una pietra per affilatura sagomata (e comunemente detta “multiform”). Più avanti, vedremo come si affilano le varie famiglie di utensili.

Tutti gli utensili da tornitura, possono essere fatti ricadere in 4 grandi “famiglie”:
1)       Sgorbie
2)       Raschi
3)       Scalpelli (o pialle)
4)       Bedani

Esistono in commercio anche altri utensili destinati ad usi specifici come utensili da scavo o utensili a punta intercambiabile, ma per il loro utilizzo ed il loro modo di attaccare il legno, possono essere tranquillamente fatti ricadere in una delle precedenti famiglie.

Famiglia 1 – Sgorbie

Le sgorbie cono comunemente a sezione tondeggiante e, in base alla loro forma, si dividono in 3 categorie:Sgorbia per sgossatura 

1.           Sgorbie da sgrosso (spindle roughing gouge o semplicemente roughing gouge). Di sezione generosa, solitamente semicircolare o, comunque, ad arco di cerchio. L’affilatura segue il profilo esterno dell’utensile ed ha un angolo compreso, generalmente, tra dirca 40 e 50° rispetto all’asse della sgorbia. Essa viene usata (come il nome suggerisce) per le prime operazioni di sgrossatura e cilindratura del pezzo in lavorazione tra le punte, in cui la vena del legno corre parallelamente all’asse del tornio. Non è consigliabile usare questa sgorbia per lo sgrosso del legno con vena di traverso in quanto un eventuale impuntamento di una sgorbia così massiccia potrebbe facilmente fare leva sulle fibre, spaccando in 2 un’asse anche molto grossa, con ovvi pericoli per il tornitore ed eventuali astanti.

2.           Sgorbia a profilareSgorbie a profilare (spindle gouge o detail gouge o shallow-fluted gouge). Hanno una sezione quasi semicircolare, con una parte centrale spessa e dei lati poco pronunciati. Solitamente, vengono affilate ad unghia, con un angolo di affilatura tra i 30 ed i 45° generalmente. Questi utensili sono utilizzati principalmente nella tornitura tra le punte per dare all’oggetto la forma desiderata oppure, per il legno di traverso, per la tornitura di dettagli anche molto piccoli. Infatti, la forma della sezione, unita all’angolo di affilatura molto acuto, permettono di ottenere dei dettagli anche molto minuti e difficilmente ottenibili con altri utensili. Generalmente non viene usata per lavori di scavo in quanto la sua sezione non è sufficiente a garantire la stabilità richiesta dallo sbalzo dei lavori di scavo: i bordi poco pronunciati non riuscirebbero a sostenere efficacemente la sgorbia, producendo una superficie non molto uniforme. Tuttavia, questa sgorbia può essere usata per scavi di testa, anche se in questo caso lavora più come un raschio che come una sgorbia.Sgorbia per scavo

3.           Sgorbie a scavare (bowl gouge o deep-fluted gouge). Hanno una sezione simile a quelle a profilare, ma con i labbri più pronunciati ed una gola molto più accentuata. Se usate correttamente, queste sgorbie sono tra le più versatili: possono agevolmente eseguire lavori di scavo grazie alla sezione che conferisce un’ottima rigidità, ma possono anche essere usate per lavori di tornitura tra le punte, seppur con qualche limitazione nei dettagli. Riguardo alla loro affilatura, ve ne sono di diversi tipi: tradizionale, ad unghia, ellittica ed altre ancora; tuttavia, le più largamente utilizzate sono due: quella tradizionale e quella ad unghia. La prima segue il profilo esterno della sgorbia, la seconda ricorda molto quella delle sgorbie a profilare. Entrambe le affilature hanno molteplici vantaggi e svantaggi, pertanto solo l’esperienza personale può far preferire l’una o l’altra.

4.           Termiti ( Ring tool). Geometricamente, la termite è un utensile da scavo che fa parte dellaTermite per legno famiglia degli "anelli". Questo tipo di utensili hanno la particolarità di produrre un'ottima finitura superficiale anche su legni di testa.
A livello costruttivo, la termite si presenta come un anello in acciaio con una affilatura interna, che presenta un gambo sagomato in modo da poter essere fissato in sicurezza su un gambo mediante un grano.
L'utilizzo dell'utensile è abbastanza semplice; tuttavia, ci sono delle caratteristiche che è bene tenere sempre presente. Ai fini di semplicità espositiva, chiameremo asse dell'utensile, l'asse dell'anello, e non l'asse del suo manico.
Innanzitutto, va specificato che questo tipo di utensili deve lavorare con il tagliente all'altezza dell'asse del tornio ed il manico deve essere in orizzontale (parallelo al terreno). Diversamente, la termite (ma anche tutti gli altri utensili della stessa famiglia) risulterebbe difficilmente controllabile. Invece, se utilizzati correttamente, vengono minimizzate le spinte che tendono a far compiere movimenti incontrollati all'utensile.manico o stelo per termite 
Una volta verificata la posizione d'uso della termite e regolato di conseguenza il poggiautensili, è opportuno spiegare la "presa" sull'utensile. Esistono, infatti, due scuole di pensiero in merito: per alcuni la presa ideale è quella classica: con la mano sinistra sul gambo per assicurare l'appoggio sul poggiautensili, e la destra in fondo al manico per imprimere i movimenti e controllarli. Secondo altri, il manico deve essere posizionato sotto l'ascella destra, tra il costato ed il braccio destro; la mano sinistra sul poggiautensili e la destra circa alla giunzione tra manico in legno e asta su cui si innesta la termite.
Solo l'esperienza personale può far preferire una o l'altra modalità; certamente, però, entrambe hanno vantaggi e svantaggi. Nel primo caso, infatti, la sensibilità è massima in quanto movimento e vibrazioni vengono trasmessi direttamente alle mani; a scapito, però della controllabilità: un minimo errore può portare ad un serio impuntamento dell'utensile. D'altro canto, una presa "sottobraccio", permette una controllabilità molto maggiore, ma la curva d'apprendimento per acquisire la necessaria sensibilità è molto più lunga. Inoltre, a livello fisico, la presa classica comporta uno sforzo maggiore: è necessario tenere saldamente l'utensile per poter avere un buon controllo; mentre l'altra presa consente una postura più rilassata; questo aspetto non va tralasciato se si conta di fare molti o prolungati lavori di scavo: la fatica fisica porta a commettere errori che possono compromettere la propria sicurezza (oltre che a rovinare, spesso irrimediabilmente, un buon pezzo di legno).
Una volta scelta la presa sull'utensile, è il momento di presentarlo sul pezzo da lavorare.
Innanzitutto è bene sempre ricordare che in uno scavo, è buona regola eseguire una foratura per segnare la profondità dello stesso e facilitare l'utilizzo degli utensili specifici.
Una volta eseguita la foratura iniziale, la termite va mantenuta con il suo asse (quello dell'anello) ad un angolo di circa 35° circa (dipende molto dall'affilatura dell'utensile) verso sinistra rispetto alla verticale; un angolo minore (ossia con l'asse quasi all'orizzontale) non fa tagliare l'utensile, mentre maggiore ad esempio 45° produrrà una precoce perdita di filo all'a termite; mentre un angolo minore di 30° (asse verticale) produrrà degli impuntamenti molto pericolosi. A questo punto, se si mantiene la posizione dell'utensile e si fanno passate leggere sul legno, la finitura lasciata sarà impeccabile e, cosa più importante, l'utensile sarà usato in sicurezza.
Anche se possono essere davvero impressionanti, gli impuntamenti con la termite non devono scoraggiare il tornitore; anzi, dovrebbero essere utilizzati per analizzare l'errore commesso e le sue cause. Infatti, se si pianta con una termite, i motivi sono principalmente due: non si è mantenuta la posizione orizzontale e/o il tagliente non lavora all'asse. Con un di pratica ed analisi delle cause dell'errore, è possibile acquisire abbastanza velocemente la necessaria padronanza di questo utensile ed apprezzarne solo le qualità positive.
Per quanto riguarda l'affilatura dell'utensile, il produttore della Termite originale, produce anche delle piccole mole sagomate che riproducono l'angolo di affilatura e permettono, se montate su trapani o avvitatori, di procedere in modo facile e veloce all'affilatura dell'utensile. In alternativa, sono in vendita degli affilatori diamnatati, nient'altro che un cilindro metallico diamantato del diametro di pochi millimetri, che permettono una affilatura a mano molto semplice e precisa semplicemente passandoli sul tagliente. In entrambi i casi, va affilata solo la parte interna dell'anello, per garantire sempre la forma esterna.
In conclusione, se la finitura lasciata dall'utensile non è buona (presenta scheggiature, e cose simili), si può cercare di eliminare l'inconveniente in diversi modi. In primis, è bene verificare se con l'affilatura la situazione migliora: un utensile che ha perso il filo non produrrà mai una superfice accettabile. In seconda battuta, è consigliabile provare con passate molto leggere: a volte una mano "pesante" può essere utile per la rimozione del grosso del materiale, ma per le lavorazioni di finitura, è necessario fare passate molto leggere. Infine, se nessuna delle precedenti  situazioni ha aiutato, probabilmente dipende dalla poca umidità del legno in lavorazione. In questo caso si può provare a risolvere bagnando il legno con acqua ed una spugna o, meglio, uno spruzzatore; attendere qualche minuto che l'acqua venga assorbita bene e poi riprovare: solitamente, l'acqua "gonfia" le fibre, che si sostengono l'un l'altra durante il taglio lasciando una finitura decisamente migliore.

Famiglia 2 – Raschi.Cesello o raschietto

Questa famiglia di utensili è tra le più sottovalutate, forse a causa di un retaggio del passato che recita pressappoco così: “un vero tornitore non raschia, taglia”. Questo perché, solitamente, per il tipo di attacco che un raschio ha sul legno, la finitura del pezzo è molto grezza, a volte anche pessima. Tuttavia, con il progresso delle innovazioni tecniche e dei materiali, attualmente un buon raschio ben affilato lascia una finitura quantomeno sufficiente per le successive operazioni di carteggiatura e finitura. Inoltre, per la loro semplicità d’uso, molto spesso i raschi riescono a risolvere una situazione problematica in meno tempo e, a volte, meglio di una sgorbia. Se affilati a dovere, sono utilissimi nello scavare il legno di testa; nella tornitura con vena di traverso, possono creare facilmente pareti che rientrano sotto al bordo del pezzo. Inoltre, con una tecnica particolare detta “shear scraping”, è possibile utilizzare un raschio di sezione generosa e correttamente affilato per ottenere una finitura ottimale del pezzo, con una superficie liscia ed uniforme che richiede solo un minimo utilizzo di abrasivi.
 

Famiglia 3 – Scalpelli obliqui o piallePialla Ovale

Questa famiglia è una delle più amate ed odiate di tutta la tornitura. Possono avere diverse sezioni: rettangolare, a spigoli arrotondati od ovale. Per la sua affilatura è necessario creare i due biselli nel modo più simmetrico e regolare possibile, con un angolo totale di circa 20-30°. Questo utensile è uno dei più versatili per la tornitura tra le punte: permette di realizzare tori, spine, intestare i pezzi in lavorazione, può essere usato come un raschio per gli scavi di testa ed eseguire gole di ampio raggio e poca profondità. La finitura che lascia sulla superficie è impareggiabile, praticamente piallata e pronta per la finitura. Scalpello obliquo o Pialla
Tuttavia, tutte queste qualità sono controbilanciate da una notevole difficoltà d’uso. E’ un utensile che non perdona: basta un movimento sbagliato o la inclinazione un poco eccessiva, e l’impuntamento è assicurato. A volte, gli impuntamenti di uno scalpello possono far prendere veramente paura.
Tuttavia, gli sforzi ed il tempo investiti nell’apprendere l’uso di questo strumento, vengono sicuramente ripagati dalla qualità della finitura e l’elevata versatilità di questo strumento.
 

Famiglia 4 – Bedani e troncatori.bedano

Questa è un’altra famiglia di utensili largamente utilizzata. In questa famiglia ricadono sia i bedani propriamente detti, sia i troncatori. I principali usi del bedano sono quelli di riportare le misure dei diametri sul pezzo in lavorazione, l’intestatura di pezzi e la preparazione di prese mandrino sia parallele, sia a coda di rondine. I troncatori, oltre a poter fare le lavorazioni suddette, sono più indicati, data la loro sezione, alla troncatura di pezzi lunghi, o per separare la base dal coperchio di una scatola senza mettere sotto sforzo l’utensile. 
L’affilatura di questi utensili è, forse, la più semplice: è sufficiente far combaciare il bisello con la mola; da un solo lato per i bedani, o da entrambi per i Bedano Diamante
A differenza degli altri utensili visti sinora, ed il cui uso vedremo di volta in volta, per i bedani è meglio introdurre subito il concetto d’uso: il bedano, infatti, si “tuffa all’asse”. Questo significa che, dal bordo del pezzo in lavorazione fino al centro, il tagliente deve rimanere sempre all’altezza dell’asse del tornio. Questo implica che il manico dell’utensile partirà molto alto, per terminare quasi all’orizzontale. Attenzione a non scendere mai col tagliente sotto all’asse del tornio: l’impuntamento che ne risulta potrebbe letteralmente strappare il bedano dalle mani del tornitore, con tutti i rischi del caso.

Famiglia 5 – Strumenti speciali da scavo profondo.

Vedi Sovereig ultima d sorby, woodcut etc.

 

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